In attesa che arrivi luglio, il sole, che arrivino i mondiali ma soprattutto in attesa che arrivi la musica di Ortaccio Jazz appuntamento per venerdì 12 e sabato 13 marzo a palazzo del Modio di Vasanello con una cena + spettacolo organizzata dall’associazione culturale “Messico e nuvole”.
Le due serate sono realizzate in collaborazione con l’Università Agraria di Vasanello
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VENERDI’ 12 – PORGETE ORECCHIO, EGREGI MIEI UDITORI – di e con Antonello Ricci
“Porgete orecchio, egregi miei uditori” è uno spettacolo adatto a tutti. Si basa su testimonianze e cantate improvvisate registrate da Antonello Ricci all’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso in vari paesi dell’Alto Lazio. Trasformando racconti e rime dei cosiddetti poeti a braccio in narrazione teatrale, “Porgete orecchio” rievoca storie di brigantaggio, di emigrazione, di guerre mondiali, di lotta per la terra e di riforma agraria, di boom economico a scoppio ritardato, di agonia e morte del millenario ordine socio-economico del latifondo.
Ecco allora l’idea: attraverso una sceneggiatura di storie di vita intercalate da aneddoti di tradizione orale e frammenti cantati in rima, “Porgete orecchio” rievoca da una parte la tradizione dell’ottava popolare e dell’improvvisazione poetica nell’Alto Lazio; dall’altra oltre un secolo di lotte per la terra nelle nostre comunità, come esse filtrarono nei semplici versi dei suoi modesti cantori.
SABATO 13 – ROMA IN RIMA – di e con Nicoletta Cimpanelli
“Roma in rima” è un viaggio nella lingua e nella tradizione popolare romana. Accompagnati dalla guida sicura di Nicoletta Cimpanelli, assidua frequentatrice della materia e produttrice in proprio, lo spettacolo vuol essere un “monumento di quello che oggi è la plebe di Roma” alla scoperta “della sua lingua, i suoi concetti, l’indole, il costume, gli usi, le pratiche, i lumi, la credenza, i pregiudizi, le superstizioni, e di tutto ciò insomma che la riguarda”.
Roma è stata per millenni il centro di ogni potere (imperiale, papale, monarchico, repubblicano) e il suo popolo ha dovuto imparare la dura arte di convivere con l’arroganza, il sopruso e la protervia del potente di turno. Una condizione alquanto disagiata che ha prodotto come contravveleno e antidoto quella speciale miscela di riverenza e strafottenza, di speranza e disincanto, di lusinga e sberleffo che caratterizza l’anima più profonda del romano e si esprime al massimo grado in quella splendida lingua che Belli stesso chiamò romanesco.
Questa lunga tradizione che va dal Berneri al Belli passando per Pascarella, Trilussa e Fabrizi arriva diretta alla voce di Nicoletta Cimpanelli che ne è l’interprete più autentica e sincera.
In attesa che arrivi luglio, il sole, che arrivino i mondiali ma soprattutto in attesa che arrivi la musica di Ortaccio Jazz appuntamento per venerdì 12 e sabato 13 marzo a palazzo Modio di Vasanello con una cena /spettacolo organizzata dall’associazione culturale “Messico e nuvole”.
e due serate sono realizzate in collaborazione con l’Università Agraria di Vasanello.
VENERDI’ 12 – PORGETE ORECCHIO, EGREGI MIEI UDITORI – di e con Antonello Ricci
“Porgete orecchio, egregi miei uditori” è uno spettacolo adatto a tutti. Si basa su testimonianze e cantate improvvisate registrate da Antonello Ricci all’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso in vari paesi dell’Alto Lazio. Trasformando racconti e rime dei cosiddetti poeti a braccio in narrazione teatrale, “Porgete orecchio” rievoca storie di brigantaggio, di emigrazione, di guerre mondiali, di lotta per la terra e di riforma agraria, di boom economico a scoppio ritardato, di agonia e morte del millenario ordine socio-economico del latifondo.Ecco allora l’idea: attraverso una sceneggiatura di storie di vita intercalate da aneddoti di tradizione orale e frammenti cantati in rima, “Porgete orecchio” rievoca da una parte la tradizione dell’ottava popolare e dell’improvvisazione poetica nell’Alto Lazio; dall’altra oltre un secolo di lotte per la terra nelle nostre comunità, come esse filtrarono nei semplici versi dei suoi modesti cantori.
SABATO 13 – ROMA IN RIMA – di e con Nicoletta Cimpanelli
“Roma in rima” è un viaggio nella lingua e nella tradizione popolare romana. Accompagnati dalla guida sicura di Nicoletta Cimpanelli, assidua frequentatrice della materia e produttrice in proprio, lo spettacolo vuol essere un “monumento di quello che oggi è la plebe di Roma” alla scoperta “della sua lingua, i suoi concetti, l’indole, il costume, gli usi, le pratiche, i lumi, la credenza, i pregiudizi, le superstizioni, e di tutto ciò insomma che la riguarda”.Roma è stata per millenni il centro di ogni potere (imperiale, papale, monarchico, repubblicano) e il suo popolo ha dovuto imparare la dura arte di convivere con l’arroganza, il sopruso e la protervia del potente di turno. Una condizione alquanto disagiata che ha prodotto come contravveleno e antidoto quella speciale miscela di riverenza e strafottenza, di speranza e disincanto, di lusinga e sberleffo che caratterizza l’anima più profonda del romano e si esprime al massimo grado in quella splendida lingua che Belli stesso chiamò romanesco.Questa lunga tradizione che va dal Berneri al Belli passando per Pascarella, Trilussa e Fabrizi arriva diretta alla voce di Nicoletta Cimpanelli che ne è l’interprete più autentica e sincera.