Ortaccio Jazz Festival

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< javiergirotto&airestango >

Giovedì 15 luglio 2010 - ore 22'00

Javier Girotto  Sax Soprano e Baritono,flauti andini
Alessandro Gwis  Pianoforte
Michele Rabbia  Percussioni
Marco Siniscalco  Basso
 
 
AIRES_TANGO.jpg.bigIl gruppo nasce nel 94 da un idea del sassofonista e compositore argentino Javier Girotto, che ispirandosi alle proprie radici musicali e fondendole con le modalità espressive tipiche del Jazz crea un terreno musicale nuovo. Facendo esplicito riferimento alla musica del grande Astor Piazzolla, Javier Girotto con Aires Tango arriva ad un repertorio di musica originale in progressiva evoluzione, sia per la natura improvvisativa che per il continuo ricambio del materiale musicale.Nel 95 Aires Tango sono gli interpreti della colonna sonora dello spettacolo teatrale  I Testimoni (con Gianmarco Tognazzi e Alessandro Gassman), e del film Banditi (di Mignucci con Ben Gazzara e Lumi Cavazos).Nel 96 esce il primo lavoro discografico degli Aires Tango intitolato Malvinas, dal nome argentino delle isole Falklands (che furono, non molti anni fa, teatro di un assurda guerra).Alla fine del 97 esce il secondo CD dal titolo Madres (pubblicato dalla BMG - Victor), che riprende il discorso stilistico cominciato nel primo e lo porta ad un ulteriore evoluzione. Da notare la presenza di un quartetto d'archi (in quattro brani) e  la partecipazione del fisarmonicista Antonello Salis (in due brani).Dal 98 in poi gli Aires Tango partecipano a un grande numero di Festival musicali in tutta la penisola, tra cui Rumori Mediterranei di Roccella Ionica, Nuoro Jazz Festival e Fano Jazz dove dividono la serata con il gruppo di Astor Piazzolla - Gary Burton; inoltre cominciano una serie di collaborazioni dal vivo con vari solisti, tra cui Paolo Fresu, Enrico Rava, Gianni Coscia, Antonello Salis e Peppe Servillo degli Avion Travel.Uscito nella primavera 99, il loro terzo lavoro discografico (dal titolo Poemas) è dedicato alla grande letteratura latino-americana contemporanea.Il loro quarto CD, intitolato "Cronologia del '900", è pubblicato  nell' Ottobre 2000, in co-produzione con l'etichetta discografica della testata giornalistica Il Manifesto.Il quinto CD "Origenes",è pubblicato nell'Ottobre 2001, sempre in co-produzione con IL Manifesto.Il sesto CD (un doppio) "En Vivo" ,è pubblicato in giugno del 2002; disco registrato in 3 concerti Live a La Palma club, prodotto dalla Cam Jazz.Il settimo CD "Aniversario" ,è pubblicato in settembre 2002,disco che marca il traguardo di 8 anni di vita di Aires Tango e 11 anni di residenza in Italia di Javier Girotto;registrato in Sofia(Bulgaria) con  la Orchestra Bulgarian Symphony Orchestra arrangiamenti e direzione di Paolo Silvestri,prodotto dalla Cam Jazz.A due anni di distanza (2004) ecco il nuovo progetto di Javier Girotto e Aires Tango e 8°disco. Dall’incontro del leader argentino con il fotografo Giancarlo Ceraudo nasce l’idea di commentare musicalmente le splendide immagini frutto di un reportage fotografico. Ritroviamo inalterate le melodie scritte da Girotto eseguite magistralmente dai 4 componenti del gruppo. I ritmi, il timbro della loro musica ci trasporta in questo viaggio ideale in Argentina, passando per le improvvisazioni che rendono questa formazione davvero speciale nell’abbracciare contesti così diversi, riuscendo a fonderli in una caledoiscopica girandola di emozioni.   Nell 2006 ecco il 9° disco “Trentamila Cuori” è il nuovo, appassionato progetto di Javier Girotto e Aires Tango. Un disco che vuole essere memoria, denuncia, ricordo. Esce nel trentennale del colpo di stato militare argentino, a causa del quale sparirono nel nulla trentamila persone; intellettuali, ma anche operai, studenti, tutta quella vasta umanità progressista che in quel periodo si stava evolvendo. Girotto aveva undici anni all’epoca, ma quel periodo della sua vita gli è rimasto nell’anima. La stessa che nel disco, in tredici brani, trasmette tutta la sua forza evocativa. Del terrore suscitato dai militari, ma anche della rabbia e della determinazione delle madri di Plaza de Mayo, del grido di Nunca más . Mai più. Un atto di accusa fortemente politico, un disco straordinario, che segna il ritorno, dopo quattro anni, di un disco di Aires Tango con Il Manifesto Cd. La musica Javier Girotto- Aires Tango rispecchia fedelmente i tratti della melodia tangueira e dell improvvisazione jazzistica. Il risultato è una sorta di Tango trattato, dalle caratteristiche spiccatamente latine per le melodie ed i ritmi che lo  animano, ma meno vincolato dai canoni del Tango tradizionale e perciò terreno fertile per un improvvisazione d'ispirazione Jazz; in questo modo gli Aires giungono a una musica di notevole libertà espressiva e di grande  fascino, nella quale gli echi del passato si fondono con le istanze del linguaggio musicale più moderno.Nel 2009 Esce il loro 10° disco “10/15” che testimonia i 15 anni di vita del gruppo e i 10 dischi fatti in tutto questo tempo di lavoro musicale e di amicizia.

< So Right >

devitomazzariellopietropaoli

Venerdì 16 luglio 2010 - ore 22'00

Maria Pia De Vito Voce
Julian Mazzariello  Pianoforte
Enzo Pietropaoli  Contrabbasso
 
 
 
mpdevito2006Fra i song-book più eterogenei e stimolanti che la storia del cantautorato americano annoveri, quello di Joni Mitchell è anche fra i più ardui da rileggere al presente, in quanto la struttura musicale dei brani e le rispettive esecuzioni originali sembrano formare un intero indivisibile. Con alcuni "classici" consegnati alla storia del pop, una solida frequentazione del country e una mai sopita passione per il jazz in tutte le sue espressioni, l'opera della Mitchell è un oggetto inafferrabile.Il primo e fondamentale merito di questo (sia detto senza indugi) strepitosoSo Right è quello di recidere finalmente il cordone ombelicale dei brani con le incisioni che ne hanno cristallizzato l'esecuzione. La riorchestrazione di alcuni classici imperniati sulla chitarra acustica di matrice west coast (per esempio "All I Want") giova alla struttura musicale profonda, che viene anzitutto messa a nudo. Le peculiarità del songbook mitchelliano riemergono con prepotenza, anche senza le sue celebri accordature aperte. Anzi la costruzione armonica amplifica l'inclinazione dell'autrice alla cadenza sospesa. Sovente è la nuova intelaiatura ritmica a rivitalizzare brani notissimi come "River" e "Woodstock".Teniamo per ultime le due considerazioni più importanti. La prima: non abbiamo dimenticato che l'alto valore di So Right si deve all'interpretazione vocale di Maria Pia De Vito; non bisogna temere di affermare che il suo intervento è decisivo proprio perché toglie all'originale tutti i noti vezzi ed eccessi espressivi legati al gusto di un preciso momento storico. Sia detto non per mera provocazione: "A Case of You", nell'interpretazione della De Vito guadagna in tutto, dalla dinamica al registro alle pause; "Amelia" addirittura sembra di ascoltarla qui per la prima volta. Arriviamo alla seconda considerazione: a fianco dei sette pezzi di "antologia mitchelliana" figurano cinque brani originali che rappresentano una straordinaria lettura critica della "penna" di Joni, delle sue predilezioni armoniche e melodiche. In special modo "So Right", che dà il titolo a questo ispirato lavoro discografico, è forse il brano che la Mitchell non ha mai scritto, ma che riassume tutto il suo universo musicale.In ultima analisi, So right – oltre a qualificarsi come uno dei migliori ascolti della stagione di jazz internazionale – sembra indicare un metodo di approccio a scritture musicali di cui il jazz ha sempre bisogno di nutrirsi.
 
<emanueleursosextet>

Sabato 17 luglio 2010 - ore 22'00

Emanuele Urso - Clarinetto/Batteria 
Antonio Pierri - Vibrafono 
Adriano Urso - Piano 
Filippo Delogu - Chitarra 
Alessio Urso - Contrabbasso 
Francesco Bonofiglio - Batteria

 
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Già da molto giovane partecipa a numerose jam session di jazz sia come batterista che come clarinettista a fianco di Roberto PREGADIO, Carlo LOFFREDO, Tony SCOTT, Franco CHIARI, Carlo PES, Oscar VALDAMBRINI, Piero UMILIANI, Romano MUSSOLINI. Nel 1994 costituisce un proprio quartetto con cui intraprende la carriera professionale. Tra le esibizioni di quell'anno ricordiamo quelle al MUSIC INN jazz club di Roma, alla trasmissione televisiva UNOMATTINA dove rilascia anche un’intervista e al FESTIVAL JAZZ DI FANO. Nel 1997 partecipa a due trasmissioni radiofoniche: ”JAZZ DI IERI E DI OGGI” a cura di Adriano MAZZOLETTI e “STUDIO A” (radio vaticana). Nello stesso anno riceve apprezzamenti da personaggi importanti nel campo musicale come Giorgio GASLINI ed il chitarrista americano Bucky PIZZARELLI, componente stabile dell’orchestra di Benny GOODMAN. Nel 2001 partecipa alla trasmissione televisiva “L’UNA ITALIANA” (raitre). Nel 2002 partecipa al FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ DI ASCONA (Svizzera) dove riscuote incredibili successi e ovazioni. In quell'occasione suona con i maggiori esponenti internazionali del jazz tradizionale tra cui: Dan BARRETT, Joe ASCIONE, Allan VACHE, Leroy JONES; nel medesimo anno partecipa al festival di "UMBRIA JAZZ" dove tiene un concerto in quartetto con Bucky PIZZARELLI, Howard ALDEN e Frank VIGNOLA. Nel 2004 trionfa al FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ DI MARCIAC ove raccoglie un vero e proprio primato di vendite discografiche: più di 400 esemplari del suo ultimo disco venduti ; pertanto la stampa francese lo colloca tra i migliori gruppi del Festival. Prosegue poi in Italia partecipando al SARDEGNA JAZZ FESTIVAL di Cagliari. Nel 2005 viene invitato con alla trasmissione televisiva "MENO SIAMO MEGLIO STIAMO" condotta da un suo grande estimatore: Renzo Arbore Nel Febbraio 2006 è ospite con la sua orchestra della trasmissione televisiva MATRIX condotta da Enrico Mentana (canale 5). Viene invitato a partecipare alla "LUNGA NOTTE DELLA BATTERIA edizione 2006" manifestazione che si tiene al Teatro Smeraldo di Milano e al Teatro Brancaccio di Roma tutti gli anni e che raccoglie i migliori batteristi italiani, Emanuele suona al fianco di batteristi quali Tullio de Piscopo, Christian Meyer, Paolo Pellegatti, Ellade Bandini raccogliendo uno strepitoso successo di pubblico. Musicista dotato di eccellenti qualità tecniche e musicali sia come batterista che come clarinettista, nonchè grande direttore d'orchestra e arrangiatore. La sua concezione della musica è totalmente rivolta al Jazz della Swing Era (Stati Uniti 1935-45) musica della quale Emanuele è sicuramente oggi il maggior cultore e rappresentante a livello europeo. L'instancabile impegno, la ricerca della perfezione e la grande professionalità sono qualità che gli hanno permesso di conquistare il titolo oggi universalmente riconosciuto di "Re dello Swing" (vedi articolo pubblicato nel luglio 2000 da“IL GIORNALE”e numerosi commenti di musicisti americani).dsc0132bis
Il complesso di Emanuele Urso è attualmente l’unica formazione in Italia a suonare la musica Swing (Benny Goodman, Gene Krupa, Glenn Miller, Lionel Hampton) negli arrangiamenti di maggior successo. Tutti professori d’orchestra e virtuosi dei loro strumenti, i componenti del gruppo sono tra i più prestigiosi musicisti di Swing in Italia. Con tale formazione Emanuele ha partecipato a proprio nome ai maggiori Festivals Italiani ed Internazionali tra cui ricordiamo Ascona (Svizzera),Edinburgo (Scozia), Marciac (Francia), Umbria Jazz,Sardegna Jazz e altri.
 

<Duetto >

francescocafiso&dinorubino

Domenica 18  luglio 2010 - ore 22'00

Francesco Cafiso  Sax 
Dino Rubino Pianoforte
 
 
cafiso-rubino_bs27Attesissimo concerto di Francesco Cafiso ed il suo magico sax, ospiti della quinta edizione di OJ Festival.Per l’occasione, accanto al ragazzo prodigio di Vittoria (RG), sul palco ci sarà un'altra giovane certezza del jazz italiano: il pianista Dino Rubino, che pur suonando tradizionalmente anche la tromba, in questa occasione si esibirà solo al pianoforte, assecondando un Cafiso ancora inebriato dalla recente trasferta negli Stati Uniti, dove, su invito di Wynton Marsalis ha partecipato al concerto per l'insediamento del Presidente Barack Obama alla Casa Bianca e al Martin Luther King Jr. day.L’eccezionale duo interpreterà alcuni standard immortali della storia del jazz arrangiati in maniera personale, inframmezzati con brani composti dallo stesso Cafiso, spaziando dal blues allo swing fino ad arrivare a momenti free: una musica aperta a 360 gradi che sa muoversi facilmente dalla tradizione al jazz più moderno. Francesco Cafiso, scrollatosi di dosso l’immagine del fenomeno, sta ampiamente dimostrando di essere un musicista di spessore. Il suo linguaggio jazzistico, infatti, impregnato di mainstream e be boop, è sempre più impreziosito da fraseggi carichi di virtuosismi da artista navigato. Ad esaltare la qualità delle esecuzioni c'è poi l’apporto prezioso di Dino Rubino, musicista raffinato e sensibile, mai relegato al ruolo di semplice supporto. Una delle caratteristiche che distingue il Duetto è la strepitosa potenzialità e sinergia di ciascuno di essi e la capacità individuale di ascoltarsi creando un vero e proprio dialogo tra gli strumenti.Anche in questa occasione Francesco Cafiso non mancherà di confermarsi capace di momenti di intenso lirismo, ormai tipici del suo grande talento, rivelandolo un musicista che ha il jazz dentro la sua anima e che sa vivere emotivamente la musica che suona.Per i pochi che ancora non lo conoscessero, Francesco Cafiso è uno dei talenti più precoci nella storia del jazz: già a nove anni muove i primi passi facendo esperienze con musicisti di fama internazionale. Decisivo per la sua carriera è l’incontro, nel Luglio del 2002 con Wynton Marsalis che, stupito dalle sue qualità musicali, lo porta con sé nell’European tour del 2003. Da allora Francesco ha suonato nei Jazz Festival e nei Jazz Club più importanti del mondo. Trasferitosi per un apprendistato musicale a New Orleans, ha suonato con Ellis Marsalis, Jason Marsalis, Thadeus Richard, Bob Franch, Maurice Brown e con molti altri importanti musicisti del luogo ricevendo, contemporaneamente, delle speciali lezioni da Alvin Batiste. Ha suonato inoltre con: Hank Jones, Cedar Walton, Mulgrew Miller, Ronnie Matthews, Jimmy Cobb, Ben Riley, Ray Drummond, Reggie Johnson, Doug Sides Lewis Nash, James Williams, Joe Lovano, George Mraz, Joe Locke, Enrico Rava, Gianni Basso, Dado Moroni, Franco D’Andrea e moltissimi altri italiani ed americani. Il 17 luglio del 2009, Umbria Jazz lo ha nominato "ambasciatore della musica jazz italiana nel mondo".Dino Rubino è un altro impressionante talento precoce del jazz italiano, che alla tromba alterna il pianoforte. Nel 1996, all’età di 15 anni, ha frequentato i seminari di Siena Jazz tenuti da Paolo Fresu ed Enrico Rava. Due anni dopo vince il concorso Nazionale ”Massimo Urbani”. Enrico Rava ha dichiarato: Tra gli “ancora sconosciuti” mi viene in mente un trombettista siciliano di nome Dino Rubino, che ritengo migliore di tutti noi. A 20 anni la decisione di mollare la tromba per ricominciare lo studio del pianoforte. Ha suonato con: Enrico Rava, Gianni Basso, Flavio Boltro, Franco Cerri, Salvatore Bonafede, Rosario Giuliani, Roberto Gatto, Pietro Tonolo, Dado Moroni, Giovanni Amato, Bruce Forman, Valery Ponomarew, Steve Grossman, Eddy Enderson, Lester Bowie.di lavoro musicale e di amicizi
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