Ortaccio Jazz Festival

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< gabrielemirabassitrio >
GIOVEDI' 9 LUGLIO 2009 - OJ FESTIVAL
CANTO DI EBANO 

mirabassi

un progetto di Gabriele Mirabassi

Gabriele Mirabassi - Clarinetto
Peo Alfonsi - Chitarra
Salvatore Maiore - Contrabbasso

Gli strumenti nascono come copie imperfette, sebbene tecnologicamente avanzate, della voce umana, e lo sforzo degli strumentisti di tutti i paesi e di tutte le epoche è stato sempre quello di tendere il più possibile a quella naturale, e quindi irriproducibile, espressività.Musica strumentale alla ricerca della voce, del segreto che trasforma materia inerte (legni e metalli) in canto, ma anche in grido, sussurro, singhiozzo, riso.Musicisti accomunati da percorsi che attraversano il jazz e la musica classica, la canzone d’autore e la musica popolare. Insieme si avvicinano al rigore della musica da camera e all’energia della musica improvvisata, dando vita ad un repertorio formato in prevalenza da composizioni originali e mettendo il loro virtuosismo a disposizione della ricerca di una nuova via alla cantabilità  italiana. Un trio affiatato, in delicato equilibrio tra libertà e rigore, in cui il virtuosismo tecnico e la passionalità mediterranea si fondono e si confondono fino a trasformarsi, entrambi, in emozione pura e profonda.CANTO DI EBANO, un omaggio al legno scuro africano del clarinetto (ma anche agli artigiani italiani che lo fanno suonare), è anche -e soprattutto- il titolo del nuovo lavoro discografico a firma di Gabriele Mirabassi, uscito a marzo 2008 con EGEA RECORDSCANTO DI EBANO ha VINTO il ventiseiesimo TopJazz 2008 come miglior disco dell’anno. Un evento che dal 1982 fa storia, atteso dai lettori di Musica Jazz ma, in realtà, da chiunque operi in qualsiasi settore del jazz in Italia. Non vive soltanto dell’agonismo che le classifiche sempre suscitano, ma è il più particolareggiato panorama di quanti, uomini e dischi, abbiano attirato l’attenzione della critica specializzata. Un referendum diventato di grande portata, uno strumento informativo capace di andare al di là dei nomi già universalmente conosciuti.

CANTO DI EBANO ha VINTO il ventiseiesimo TopJazz 2008 come miglior disco dell’anno

 

< adamontellanicoquartet >

VENERDI' 10 LUGLIO 2009 - OJ FESTIVAL

ada

Ada Montellanico - Voce
Giovanni Ceccarelli - Pianoforte
Pietro Cincaglini - Contrabbasso
Lorenzo Tucci - Batteria

Ada Montellanico è autrice e cantante tra le più originali e raffinate della scena jazz italiana.  Ha collaborato con artisti di fama internazionale tra i quali Jimmy Cobb, Lee Konitz, Paul McCandless, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava partecipando con successo di critica e di pubblico a numerosi e prestigiosi Festival italiani ed esteri. Ferma sostenitrice di una via tutta italiana del canto jazz si è ritagliata un suo proprio, importante spazio nel panorama vocale per aver reso la nostra lingua suono e improvvisazione jazzistica e per essere interprete capace come poche di far aderire il suo intimo mondo emotivo alle esigenze della narrazione.
Il 1996 vede l’inizio di una straordinaria ricerca di fusione tra la nostra tradizione cantautorale più colta e il linguaggio afroamericano che approda ad importanti incisioni come L’altro Tenco, Ma l’amore no (1997) per arrivare a Danza di una ninfa, realizzato nel 2005 insieme ad Enrico Pieranunzi, che rappresenta un vero e proprio evento discografico per la particolarità e la novità di contenere quattro testi inediti di Tenco, musicati per la prima volta dalla Montellanico e dallo stesso Pieranunzi, su concessione della famiglia Tenco.Nel 2006 pubblica per la Stampa Alternativa il libro Quasi sera. Una storia di Tenco, biografia musicale del cantautore. L’originalità, la competenza e la sensibilità di donna e di cantante con cui affronta la vita dell’uomo e dell’artista Tenco, fa di questo libro un vero successo di vendite, seguito da numerosi apprezzamenti anche dalla critica specializzata.
Il nuovo Cd Il sole di un attimo”, uscito da alcuni mesi per Egea offre una ulteriore immagine dell’artista romana che appare in questo caso non solo come straordinaria interprete, ma anche come originale e sensibile compositrice. Questo lavoro, infatti, contiene per la maggior parte brani in italiano scritti dalla stessa Ada Montellanico, affiancata per l’occasione da un ensemble di “all stars” italiane. E’ una dei protagonisti della prestigiosa serie del “Jazz Italiano 2008” uscita a  luglio per la rivista L’Espresso, con un’inedita incisione “live” del suo ultimo progetto dedicato Billie Holiday.
< fabiomarianiquartet >

 SABATO 10 LUGLIO 2009 - OJ FESTIVAL

F.MARIANI

Fabio Mariani - Chitarra
Ettore Gentile - Pianoforte
Giorgio Rosciglione - Contrabbasso
Roberto Marazzi - Batteria

Fabio Mariani nasce a Roma nel 1962. Chitarrista e Compositore di fama nazionale ha esordito nel 1984 con il “TRATTATO DI CHITARRA JAZZ” un’opera didattica Best Seller della didattica moderna. Dal 1998 è edito dalla Warner Italia. Dall’84 ad oggi Fabio ha pubblicato oltre 500 saggi su riviste specializzate. Ha tenuto seminari e conferenze ovunque in Italia e negli USA. E’ stato il primo musicista Italiano ad essere invitato al Musicians Institute di Hollywood, nel 1990. Ha tenuto concerti e conferenze a Hollywood, Chicago, Milwaukee, New York. E’ stato ospite del telegiornale americano della CBS “CBS NEWS”.Ha collaborato con Pino Daniele, Claudio Baglioni, Teresa De Sio, Mimmo Locasciulli, Ivan Graziani, Bruno Martino, Gigi Proietti, Jeff Berlin, Danny Gottlieb, Roberto Gatto, Stefano Di Battista, Rosario Giuliani, Danilo Rea, Maurizio Giammarco, Nicola Stilo, Roberto Ottaviano, Danilo Terenzi, Tiziano Tononi, Piero Leveratto, Scott Reeves, Ray Anderson, Richard Smith, Giorgio Roscigilione, Gegè Munari, Giampaolo Ascolese, Dario Rosciglione, Michael Rosen, Stefano Sastro, Andrea Beneventano, Stefano Sabatini, Stefano Lestini, Pino Iodice, Pietro Iodice, Max Ionata, Pippo Matino, Amedeo Ariano, Luca Bulgarelli, Enzo Pietropaoli, Nicki Nicolai, ecc...!Come Band Leader ha all’attivo 4 CD a proprio nome, e altri molti altri come collaborazioni. Ha pubblicato nel 1996 un Video Didattico “La Chitarra” per la Playgame. Ha partecipato alla realizzazione di altri 3 Video Didattci di Massimo Moriconi. Nel 1991 ha Fondato l’Università della Musica. Ha svolto dal 1991 al 1993 il ruolo di Direttore Didattico e Direttore della Facoltà di Chitarra. Dal 2000 ne è il Presidente. Grande esperto di Informatica, negli USA entra in contatto con Internet. E’ grazie a lui se molte realtà musicali italiane sono visibili da subito sulla rete. Nel 1998 fonda la Web Music Company Spa, la prima societàitaliana in grado di distribuire musica digitale attraverso un sistema sicuro e certificato: LIQUID AUDIO. Fabio porta in Italia una esclusiva nazionale dell’uso di questo software innovativo. Sull’onda di questa avventura spinge la SIAE e il suo Presidente di allora, Luciano Bideri, a prendere atto della nuova realtà e procura così la PRIMA LICENZA IN EUROPA SULLA TUTELA DEL COPYRIGHT ONLINE. Fabio (Vice Presidente della WMC) firma, insieme a Peter Hobart (President WMC) e all’allora Presidente SIAE Luciano Bideri, quella licenza il 18 gennaio 1999. Nel 2003 fonda la UM Records e pubblica il suo nuovo lavoro NADI con il Fabio Mariani Group e con ospiti Jeff Berlin e Danny Gottlieb.Produce anche il nuvo CD di Pino Iodice e l'esordio discografico di Cinzia Tedesco, sempre per la UM Records.A Marzo 2004 apre, con il proprio quartetto, la Prima Edizione dell'Esposizione Universale del Jazz a Genova 2004.Nel 2005 fonda il Fabio Mariani World Wide Group con cui debutta a Parigi al Duc des Lombardes il 4 e 5 Maggio. Il 7 e 8 Maggio registra a Roma, negli UM STUDIOS il nuovo CD "Jazz Appeal".

 


< triodiroma >
reapietropaoligatto

DOMENICA 12 LUGLIO 2009 - OJ FESTIVAL

trio

Danilo Rea - Pianoforte
Enzo Pietropaoli - Contrabbasso
Roberto Gatto - Batteria

Se fosse un film sarebbe un’epica sceneggiatura dedicata all’amicizia. E inizierebbe così: c’erano una volta tre ragazzi che per caso si incontrarono e mai più si sono separati. Tutto iniziò quando Danilo (Rea) si riuniva in casa dei genitori a suonare con gli amici. Tra questi c’era anche un compagno di liceo del fratello Loris, Enzo (Pietropaoli), che allora suonava il sassofono.Non molto distante, un altro ragazzo di nome Roberto (Gatto), adorava invitare gli amici in casa dei suoi genitori, dove c’era una batteria, un pianoforte e persino un organo Hammond. Si suonava spesso e, casualmente, un giorno arrivò anche Danilo. I due oltre a trovarsi alla perfezione quando suonavano, condividevano gli ascolti, uno su tutti: la musica inglese, in particolare Keith Emerson. Ad un certo punto Roberto iniziò a frequentare casa di Danilo e lì i tre si iniziarono a trovare. Fu in quel momento che Enzo mise da parte la sua passione per il sassofono e si sistemò al contrabbasso; lo imparò ad utilizzare in breve tempo. Nacque, trentatrè anni fa, il Trio di Roma, e presto ebbe l’opportunità di esibirsi dal vivo. Le prime apparizioni pubbliche si svolsero presso quello spazio autogestito che avrebbe poi finanziato la fondazione della scuola di musica più celebre di Roma, quella di Testaccio. Nella rassegna transitarono artisti già formati: Enrico Pieranunzi, Bruno Tommaso e qualche altro. Dopo le prime apparizioni i tre furono ingaggiati da Maurizio Giammarco per formare un nuovo quartetto.Negli anni successivi il trio entrò nelle grazie di Pepito Pignatelli, il conte che gestiva lo storico Music Inn. Inizialmente si ispiravano alla musica di Bill Evans, sia nella formazione a tre con Paul Motian e Scott LaFaro che con Eddie Gomez e Marty Morell. Presto si infilarono nei vicoli del jazz-rock. Nel frattempo però, il curioso Pepito, un appassionato che possedeva fiuto e coinvolgeva i giovani a suonare, aveva capito le loro potenzialità. Organizzò i primi tour del Trio di Roma con Lee Konitz e Steve Grossman come leader. Nei primi anni di attività finirono anche per essere chiamati a incidere con qualche grande nome: il trombonista Curtis Fuller per il disco della Timeless “Curtis Fuller Meets Roma Jazz Trio” del 1982 e, l’anno seguente, con il sassofonista Bob Berg “Steppin’. Live in Europe” per Red Records.Così i tre sono diventati inseparabili e, soprattutto, sono divenuti musicisti e artisti veri. Chiaro, ognuno ha una sua personalità, ognuno ha compiuto un suo percorso, però ogni tanto gli amici si ritrovano.Fino ad oggi qualcosa mancava perché tutti conoscessero il Trio di Roma: un disco. Una vita fa, che torna, in un racconto-cornice, che però ha un tema, un’unità di espressione: le musiche da film, e che film. Da Colazione da Tiffany rievocato dalla splendida Moon River al tema del "La grande fuga". E così via fino Rocky, La pantera rosa e tanto altro ancora. Un’intelaiatura appunto, su cui far vibrare tutta la loro brillante e bulimica inventiva. Mai si tratta di una semplice rilettura, una scrupolosa verosimiglianza, più che altro una febbrile esasperazione visionaria dei tre. Che suonano ora classici e dritti come binari, ora moderni e obliqui.Buona parte dei brani – come il tema d’amore tratto da Romeo e Giulietta – scandiscono regolarmente molti passaggi chiave delle numerose vie percorse dai tre: il lirismo, l’astrattismo e un certo valore evocativo della musica. Ma il percorso tracciato dal Trio di Roma è qualcosa di più di un elenco di brani di eccellenza figurativa, simbolica o produttiva: il valore cresce maggiormente e si fa interessante se si cerca di leggere in filigrana quel mondo, che è stato ed è tuttora, il laboratorio progettuale e produttivo che ha forgiato in trent’anni, giorno dopo giorno, nota dopo nota, tantissime esperienze di un’intera generazione. Che negli anni Settanta si affacciava e interrogava sul jazz. Oggi, invece, ne custodisce i valori più acuti.
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