Rita Marcotullipianoforte 

Javier Girottosax soprano e baritono 

Luciano Biondinifisarmonica

Giovedì 12 luglio 2012 ore 22,00 Ortaccio Jazz Festival

La pianista Rita Marcotulli si presenta con un trio di insolita costituzione: l’argentino Javier Girotto, sax soprano e baritono, e Luciano Biondini all’accordion. Tre voci con forte personalità e consolidata esperienza. All’attivo un disco di recente pubblicazione: “Variazioni su tema” che altro non sono che dodici racconti in musica, scene di cui sembra di carpire uno svolgimento visivo perché nascono da un contesto in cui è l’immagine a dominare: il cinema appunto. Rita Marcotulli consolida un’esperienza compositiva che già da anni conduce con passione: la scrittura di musica per il cinema, che le ha fatto guadagnare il Ciak d’oro, il Nastro d’argento e il David di Donatello per la sua colonna sonora del film “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo  e per le sue composizioni dedicate al cinema di François Truffaut. Si tratta di musiche in grado di evocare immagini e sensazioni e di descrivere ciò che non si vede. Così come evocativo è lo stile di Rita Marcotulli che, approdata ad un’aurea maturità musicale e a una straordinaria pienezza artistica, si pone davvero come una delle pianiste jazz più interessanti sulla scena internazionale.
Una carriera davvero notevole quella della pianista umbra.  Nel 1987 la rivista “Musica Jazz” la nomina miglior nuovo talento musicale dell’anno poi una serie di collaborazioni davvero impressionante: John Christensen, Palle Danielsson, Peter Erskine, Richard Galliano, Steve Grossman, Joe Henderson, Hélène La Barriere, Joe Lovano, Marilyn Mazur, Charlie Mariano, Tony Oxley, Michel Portal, Enrico Rava, Michel Bénita, Aldo Romano, Kenny Wheeler solo per citarne alcuni,  dal 1988 al 1990 fa parte della band di Billy Cobham. Tra il 1994 ed il 1996, collabora con Pino Daniele, Roberto Gatto, Ambrogio Sparagna, Bob Moses, Charlie Mariano, Marylin Mazur.  Suona nel 1996 con Pat Metheny per il festival di Sanremo,  nel 2010 il Premio Ciak d’oro e il Nastro d’argento per la miglior colonna sonora del film “Basilicata Coast to Coast” di Rocco Papaleo.

Luciano Biondini ha iniziato a studiare la fisarmonica all’età di 10 anni. Dopo una formazione orientata verso studi classici con numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali (Trophée Mondial de l’Accordéon, Premio Internazionale di Castelfidardo, Premio “Luciano Fancelli”, Premio Internazionale di Recanati, ecc.), si avvicina al jazz nel 1994 dopo aver conosciuto il chitarrista Walter Ferrero. Oltre ad aver partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche, ha tenuto concerti in vari Paesi europei (Spagna, Germania, Danimarca, Croazia, Andorra) e ha partecipato a numerosi festival: Umbria Jazz Winter, Fano Jazz, Festival dei Due Mondi, Festival Klezmer di Ancona, Metronome e molti altri. Fra le collaborazioni spiccano i nomi di Tony Scott, Enrico Rava, Mike Turk, Ares Tavolazzi, Battista Lena, Gabriele Mirabassi, Roberto Ottaviano, Javier Girotto, Marteen Van der Grinten, Martin Classen, Enzo Pietropaoli; Fabrizio Bosso.

Javier Girotto è uno dei musicisti più sensibili e capaci che ci sia in circolazione. L’ambiente musicale è quello del jazz ma anche quello della  musica argentina, del tango in particolare, di cui è uno dei principali esponenti in Europa, sin dalla metà degli anni novanta quando pubblicò il primo di dieci dischi con gli Aires Tango, una delle formazioni di riferimento di quella rilettura del tango con elementi jazzistici che ha appassionato decine di migliaia di spettatori nel corso degli anni. Ma Girotto è anche un musicista che passa con estrema disinvoltura al jazz classico, alle formazioni in solo, duo, trio, con grandi orchestre o sestetti di soli fiati. Al suo attivo ha una trentina di dischi, come leader o co-leader, in uno dei quindici differenti progetti che porta in giro per l’Europa.

Rosario Giuliani – sax alto

Enzo Pietropaoli – contrabbasso

Marcello Di Leonardo – batteria

Fabrizio Bosso – tromba

Un omaggio alla musica del jazzista texano che dal 1960 indicò la via all’ultimo grande rivolgimento stilistico nella storia del jazz. Compositore, filosofo, pittore e poeta, con il sassofono, il violino e la tromba offre melodie felici e dolorose, Ornette Coleman è entrato nella storia per aver segnato uno stile indelebile negli anni. A rileggere brani immortali come “Lonely woman”, “Ramblin‘”, “Peace“, “Invisibile” e “Blues Connotation” sarà la formazione del contraltista Rosario Giuliani che comprende, come ospite, il trombettista Fabrizio Bosso. Un omaggio che mette in gioco abilità, sensibilità e capacità di mettersi in gioco per omaggiare l’immensa classe dei numeri uno del jazz mondiale, senza rinunciare ad un tocco di novità e soprattutto alla voglia di reinventarsi.

Rosario Giuliani ha avuto sempre una profonda passione per la musica tutta e una grande tecnica, che lo hanno condotto alla ribalta della scena europea ed internazionale, facendo parlare la critica di lui come di una vera e propria rivelazione.  Di rilievo anche il palmarès, che annovera autorevoli riconoscimenti. Nel 1996 risulta vincitore del premio intitolato a Massimo Urbani e l’anno seguente dello “Europe Jazz Contest”, assegnatogli in Belgio come miglior solista e miglior gruppo; nel 2000 si aggiudica il “Top Jazz” nella categoria nuovi talenti, risultando primo nel referendum annuale indetto della rivista specializzata Musica Jazz. Nel 2010 vince il Top Jazz come miglior sassofonista dell’anno, referendum annuale della rivista Musica Jazz, e nello stesso anno vince il Jazz It Awards come miglior sax alto dell’anno. Tante e prestigiose anche le sue collaborazioni nell’ambito del jazz, dove ha avuto modo di affiancare musicisti di valore assoluto quali Charlie Haden, Gonzalo Rubalcab, Phil Woods, Enrico Pieranunzi e molti altri. Dopo le tante incisioni con diverse etichette italiane e non solo, nel settembre del 2000 Rosario Giuliani ha firmato un importante contratto con la prestigiosa casa discografica francese Dreyfus Jazz, con la quale ha registrato cinque albums di grandissimo successo: “Luggage” (aprile 2001), “Mr. Dodo” (ottobre 2002), “More Than Ever” (ottobre 2004), “Anything Else” (gennaio 2007) e l’ultimo “Lennie’s Pennies” (Marzo 2010).

Fabrizio Bosso ha iniziato a suonare la tromba a 5 anni. Coltivando di continuo gli interessi per la musica di estrazione colta si è accostato al jazz. Un richiamo forte, suadente, a cui il torinese non ha saputo resistere. Tecnicamente impeccabile, ciò che più colpisce di Fabrizio sono un colore e una dinamica del suono mai scontati, senso dello swing spinto agli eccessi e la tensione creativa costante anche nell’interpretazione di standard. Oltre ad aver svolto attività concertistica sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley e Steve Coleman,  ha collaborato anche con Charlie Haden.  Miglior nuovo talento 1999 del jazz italiano,  secondo la rivista Musica Jazz,  negli anni collabora stabilmente nei gruppi di Salvatore Bonafede, Giovanni Mazzarino ed Enrico Pieranunzi.
Dal 2009 fonda insieme a Javier Girotto (co-leader), il Latin Mood: Natalio Mangalavite, Marco Siniscalco e Luca Bulgarelli, Lorenzo Tucci, Bruno Marcozzi, più l’ospite special Raul Midón e, sempre nello stesso anno, con il funanbolico Antonello Salis incide: “Stunt”, che gli è valso la vittoria del Top Jazz come Miglior disco del 2009 e anche come Miglior trombettista dell’anno.
Nel 2009, dopo un’apparizione in qualità di ospite speciale al Festival di Sanremo, (cui aveva già partecipato la precedente edizione con Sergio Cammariere) al fianco della giovane promessa Simona Molinari, ha partecipato al progetto “About a Silent Way” di Maurizio Martusciello con Francesco Bearzatti, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, pubblicato prima in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell’opera di Miles Davis e poi uscito per la casa discografica Itinera.
E’ parte del quartetto Complete Communion di Aldo Romano, con Henri Texier e Geraldine Laurent, progetto dedicato alla figura di Don Cherry. I cinque hanno registrato all’inzio del 2010 il primo album per Dreyfus.
Il 21 e 22 giugno 2011 Fabrizio ha registrato a Londra, agli Air Studios, “Enchantment – L’Incantesimo” (SCHEMA) con la London Symphony Orchestra. Il progetto è dedicato alla musica di Nino Rota in occasione del centenario della nascita. Gli arrangiamenti e la direzione d’orchestra sono del M° Stefano Fonzi, che è stato anche l’ideatore del progetto. Con lui la ritmica di Claudio Filippini al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.

Enzo Pietropaoli, grande amico di OJ Festival, ha partecipato a tutte le edizioni del festival, debutta professionalmente con il “Trio Di Roma” (Danilo Rea e Roberto Gatto) nel 1975. Ha suonato e inciso al fianco di molti musicisti significativi come Franco Ambrosetti, Chet Baker, Flavio Boltro, Lester Bowie, Art Farmer, Paolo Fresu, Enrico Rava, Woody Shaw, Kenny Wheeler, Bob Berg, Michael Brecker, Ronnie Cuber, Maurizio Giammarco, Rosario Giuliani, Johnny Griffin, Steve Grossman, Lee Konitz, Gabriele Mirabassi, Sal Nistico, Archie Shepp, Pietro Tonolo, Gianluigi Trovesi, Massimo Urbani, Phil Woods, Mark Turner, Curtis Fuller, Jimmy Knepper, Albert Mangelsdorff, Dino Piana, Toots Thielemans, Gianni Coscia, Richard Galliano, Brian Auger, Stefano Bollani, Ray Bryant, George Gruntz, Evan Lurie, Rita Marcotulli, Horace Parlan, Enrico Pieranunzi, Danilo Rea, Ben Sidran, Cedar Walton, John Taylor. Bobby Hutcherson, Jay Clayton, Maria Pia De Vito, Norma Wynstone, John Abercrombie, Roberto Ciotti, Christian Escoudè, Pat Metheny, Joe Pass, John Scofield, Ginger Baker, Han Bennink, Kenny Clarke, Billy Cobham, Roberto Gatto, Daniel Humair, Alvin Queen, Fabrizio Sferra, Gianmaria Testa e molti altri.

Marcello Di Leonardo nasce nel 1969 a Pescara. Dal 1995 collabora con Maria Pia De Vito insieme a Enzo Pietropaoli e Rita Marcotulli nel gruppo Nauplia. Con la Banda Sonora di Battista Lena, insieme a Enrico Rava, Enzo Pietropaoli, Gabriele Mirabassi e Gianni Coscia registra un disco nel 1996 per l’etichetta francese Label Bleu. Tra le altre varie importanti collaborazioni, ricordiamo quelle con Jon Faddis, Benny Golson, Massimo Urbani, Tony Scott, Enrico Pieranunzi, Bill Mays, Antonio Faraò, Paolo Fresu, Stefano Di Battista, Danilo Rea, Salvatore Bonafede, Stefano D’Anna, Fabrizio Bosso, Daniele Scannapieco.

Gianni Iorio – Bandoneon

Pasquale Stafano – Pianoforte

Pierluigi Balducci – Basso elettrico

 

NUEVO TANGO ENSAMBLE nasce nel 1999 con una profonda ammirazione per la musica argentina. Il trio nel tempo ha costruito una sua identità ben riconoscibile in cui confluiscono la lezione del nuevo tango, una sensibilità melodica tutta italiana e una concezione autenticamente jazzistica della performance.

La musica del grande compositore argentino Astor Piazzolla, che aveva sangue pugliese come i tre musicisti, è stata dunque assimilata, metabolizzata e distillata in una nuova sintesi, tra il tango nuevo e il jazz che i tre musicisti hanno sempre amato, tra la riconoscibile e orgogliosa italianità delle loro melodie e l’improvvisazione che fa di ogni loro concerto un evento irripetibile.

Il Nuevo Tango Ensamble con i progetti “A night for Astor” e “Tango Mediterraneo Live” si è esibito in Europa ed oltre i confini europei con concerti tenuti presso prestigiosi Teatri e varie location in Festival come ad esempio il Fivizzano International Festival 2004, Beat Onto Jazz a Bitonto 2005, Bolzano Jazz & Other 2006, Bucarest Music Festival 2006, Dusseldorfer Jazz Rally2006 a Dusseldorf, Warsaw Jazznastarowce2007 a Varsavia, Cracjazz2008 a Cracovia, Tam Jazz 2007a Pedaso, Senigallia Tango Festival in tutte le edizioni, Macerata Jazz Festival, Gulf Jazz Festival a Dubai, Kuwait City in Kuwait e a Manama in Bahrain nel 2008, Villa Celimontana Jazz 2009, Musica sulle Bocche2009 a Santa Teresa di Gallura, Emmas Festival 2010 e molti altri e in Jazz Club come ad esempio il Duc Des Lombardes a Parigi,La Palma e Alexander Platz a Roma,La Sosta Jazz a Villa San Giovanni, Ferrara Jazz Club, Folk Club a Torino, Maison Musique a Rivoli, Chorus a Losanna,La Spirale a Friburgo, Porgy & Bess a Vienna, Jazzhaus Freiburg, Treibhaus ad Innsbruk, Ueffilo a Gioia del Colle, Panic Jazz Club a Marostica e molti altri.

Il trio collabora stabilmente con musicisti di fama internazionale come il sassofonista Javier Girotto e il clarinettista Gabriele Mirabassi, il batterista Daniel Humair. Nel 2001 ha inciso il primo CD intitolato “Astor’s Mood”.Nel luglio 2005 è stato pubblicato un nuovo CD registrato dal vivo al Porgy & Bess di Vienna ed intitolato “A night in Vienna for Astor Piazzolla”“Tango Mediterraneo” che ha come ospite Gabriele Mirabassi, contiene brani originali composti da Pasquale Stafano e Gianni Iorio. Il cd è stato recensito in modo molto lusinghiero dai periodici musicali più importanti del mondo. Nel 2011 esce “D’impulso”, che ha come ospite il sassofonista argentino Javier Girotto, contiene otto composizioni originali e un tango tradizionale arrangiato in chiave moderna dal trio.

Roberto Gatto – batteria
Luca Mannutza – piano
Daniele Tittarelli – sax
Luca Bulgarelli – contrabbasso

 

“ ……Per Roberto Gatto, musicista raffinatissimo più attento alle idee che agli stili, essere dalle parte giusta della strada ha sempre significato esplorare, con infinita modestia, percorsi alternativi, che magari allungano la strada, ma rendono lo spostamento, il viaggio, il movimento più importanti della destinazione…”
Il quartetto di Roberto Gatto, instancabile nella sua ricerca, vede la collaborazione con alcuni tra i più affermati musicisti del panorama jazzistico italiano ed europeo: Luca Mannutza al pianoforte, Daniele Tittarelli al sax alto e soprano, ,e Luca Bulgarelli al contrabbasso. In questo progetto Gatto costruisce con mano leggera e mai prevaricante un percorso variegato e sempre piacevole attraverso le cadenze di varie culture, con brani a firma del batterista e di diversi altri autori; atmosfere e ritmi dai diversi caratteri senza però perdere mai di vista la grande tradizione jazzistica e sopratutto lo swing, parametro indispensabile anche in altri generi musicali. L’idea di Roberto Gatto è quella di interagire il più possibile con il resto dei musicisti lasciando spazio all’improvvisazione, cercando di “spiazzare” continuamente l’ascoltatore, senza però banalizzare i contenuti all’interno del percorso musicale. Il quartetto che propone soluzioni musicali definite “esaltanti”, perché sanno creare quell’atmosfera e quell’intesa essenziali per esprimere e interpretare il jazz. Nel corso del concerto i musicisti propongono brani di Gatto “Deep” e offrono al pubblico improvvisazioni nate nel corso del comune tragitto musicale, o assemblati lì, sul palco.

ROBERTO GATTO romano di nascita, classe ’58. Il suo debutto professionale risale al 1975 con il Trio di Roma insieme a Danilo Rea ed Enzo Pietropaoli. Definito da molti “un esploratore” per la sua incredibile voglia di percorrere la musica in tutte le sue declinazioni, da quella leggera e raffinata a quella più ritmica e coinvolgente. Numerose sono le collaborazioni sia a livello nazionale che internazionale, tra cui: Bob Berg, Steve Lacy, George Coleman, Phil Woods, Michael Brecker, Tony Scott, Bill Smith, Ben Sidran, Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea, John Abercrombie, Billy Cobham e Richard Galliano. Da anni si dedica anche alla composizione di musiche da film realizzando, insieme a Maurizio Giammarco, la colonna sonora di “Nudo di donna” per la regia di Nino Manfredi, ed insieme a Battista Lena quelle di alcuni film di Francesca Archibugi, tra cui “Mignon è partita” vincitore di cinque David di Donatello. Vanno ricordati anche i numerosi progetti che l’artista ha realizzato con alcuni dei più grandi cantanti e musicisti italiani tra cui Mina, Lucio Dalla, Gino Paoli, Riccardo Cocciante, Ron, Teresa De Sio, Pino Daniele ed Ennio Morricone. Durante la sua carriera artistica ha ricevuto numerosi riconoscimenti come miglior batterista italiano (1983, 1988, 1989, 1990, 1992) e come miglior gruppo jazz italiano con i Longomania, inoltre la sua biografia è inserita nella prestigiosa “Biographical Encyclopedia of Jazz” di Leonard Feather & Ira Gitler.