Fabrizio Bosso – tromba
Luciano Biondini – fisarmonica

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FACETOFACE

Un duo già sperimentato da una lunga serie di concerti in giro per l’Italia e l’Europa: la tromba di Fabrizio Bosso incontra le acrobazie melodiche della fisarmonica di Luciano Biondini. Una sintesi artistica tanto riuscita quanto originale, in grado di riassumere le esperienze passate: la tromba di Bosso con la fisarmonica di Biondini dialogano su temi e linguaggi che spaziano dal jazz alla musica popolare, dal pop al folk, alle melodie mediterranee in un percorso ricco di suggestioni e richiami mai scontati né convenzionali. Dialoghi improvvisati, tocchi misurati, slanci solistici sempre coerenti all’interno di un discorso forgiato attraverso il reciproco ascolto, la forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano il progetto come un dialogo tra pari, in cui non emerge una leadership, ma un interplay sempre funzionale all’espressione compiuta del discorso musicale.

Face to Face nasce dal confronto serrato fra due grandi musicisti dotati di grande versatilità ma uniti da una notevole sensibilità musicale e dal gusto per la sperimentazione sonora.  Il disco è il condensato dei molti concerti suonati in duo negli ultimi anni. In programma troviamo brani originali (quattro a testa) e rivisitazioni dalle diverse sfaccettature stilisitiche: l’iniziale “Prendere o lasciare” è una sorta di rincorsa vorticosa tra i due strumenti; “Bringi” mette in rilievo la grande liricità sia di Bosso che di Biondini; “Africa” rappresenta il giusto grado d’introspezione in un insieme che conosce anche momenti di grande melodia e linearità, come ne “Il Gattopardo” di Nino Rota. L’altra rivisitazione è “The Shadow of Your Smile,” di Johnny Mandel, nella quale il duo dà ulteriore prova di sensibilità espressiva, empatia e grande unione di intenti. Ma Face to Face porta in serbo ulteriori spunti di interesse, come i timbri mediterranei, i passaggi dal sapore sudamericano e situazioni dove prevale una grande libertà formale, come nella conclusiva “Spirito libero”.

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Gabriele Coen – sax soprano, clarinetto, sax tenore
Pietro Lussu – piano
Lutte Berg – chitarra elettrica
Marco Loddo – contrabbasso
Luca Caponi – batteria

GABRIELE COEN

YIDDISHMELODIESINJAZZ

 

Venerdì 12 luglio 2013 – ore 22,00

A due anni dal suo ingresso nella prestigiosa etichetta newyorkese di John Zorn, Gabriele Coen presenta il suo nuovo lavoro discografico per la “Tzadik” nella collana “Radical Jewish Culture” che John Zorn ha voluto dedicare alle migliori espressioni della nuova musica ebraica a livello internazionale.

“Yiddish melodies in jazz” punta dritto al cuore del rapporto tra la musica ebraica e il jazz americano, esplorando l’influenza dell’eredità ebraica sul jazz e ci conduce alla scoperta della penetrazione delle sonorità ebraiche nel mainstream americano, presentando per la prima volta in chiave contemporanea una manciata di brani tratti dal repertorio della musica klezmer e della canzone yiddish.

YIDDISH MELODIES“Ed era da molto tempo che sognavo di poter lavorare ad un progetto che coniugasse le due grandi passioni che hanno animato tutto il mio percorso artistico fino ad oggi, così ho concepito questo disco come un diario di bordo delle mie avventurose scoperte attraverso le geografie sonore della musica ebraica e del suo incontro con il jazz. Con “Yiddish Melodies in Jazz” ho voluto raccontare, reinterpetandola e giocando con la cifra stilistica che appartiene a me e ai musicisti che mi accompagnano, una parte importante del jazz moderno, il suo debito segreto alla musicalità ebraica annidata nelle sonorità del mainsteam americano.”

GABRIELE COEN – BIO

Sassofonista, clarinettista, compositore, allievo di Steve Lacy e Dave Liebman, è anche fondatore e leader dei “Klezroym”, ad oggi la più importante formazione italiana di musica klezmer.
L’esperienza e il percorso maturati con i Klezroym a partire dalla intensa attività discografica e concertistica in Italia e in Europa, (cinque album pubblicati per la CNI “Klezroym” (1998), “Scenì” (2000), “Yankele nel ghetto” (2002), “Klezroym” (2003), “Venticinqueaprile” (2006), fino alle  loro diverse importanti evoluzioni, dalla realizzazione della colonna sonora del film di esordio di Emanuele Crialese “Once We Were Strangers” (1997), all’esperienza teatrale di “Saccarina cinque al soldo” di e con Ascanio Celestini (2001), alle tre stagioni televisive come in-house band della trasmissione “Dove osano le quaglie” (dal 2002) con Antonello Dose e Marco Presta, confluiscono poi nell’attività solistica con la fondazione nel 2004 del quartetto “Gabriele Coen – Atlante sonoro” (Lussu, Loddo, Caponi) con il quale pubblica due dischi “Duende” (2004) e “Alhambra” (2006).

Lavora come compositore e interprete sia per la danza (Fuciarelli, Patimo), la televisione (Rai Educational, La Grande Storia, Geo&Geo), il teatro (Scaparro e Lisa Ferlazzo Natoli con le produzioni originali “L’alfiere” per il Roccella Jonica Jazz Festival (2005) e “La casa d’argilla per la Fondazione Teatro Due Festival di Parma (2006) e infine per il cinema realizzando in collaborazione con Mario Rivera le colonne sonore dei film “Notturno Bus” di Davide Marengo (2007) e “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio” di Isotta Toso (2010). L’incontro con Mario Rivera matura anche nella produzione musicale per il teatro con il “Satyricon” di Renato Giordano con Michele Placido e Giorgio Albertazzi (2007). Collabora inoltre con numerosi altri interpreti tra i quali Elisabetta Antonini e Alessandro Gwis. Lavora ancora a teatro con Mariangela Melato e Michele Placido in “Odio e Amo. Spoon River” (2008), con Dino e Filippo Gentili in “Scintille” tratto dall’omonimo romanzo di Gad Lerner (2010) e con Stefano Cioffi in “Queste mani vengono con me” con Ennio Fantastichini (2010) e “La torta in cielo” con Galatea Ranzi (2012).In uscita a gennaio 2013 il suo nuovo lavoro discografico per la “Tzadik” di John Zorn, “Yiddish melodies in Jazz” ancora una volta nella collana “Radical Jewish Culture.

Nel 2005 fonda il quintetto “Gabriele Coen Jewish Experience” (Lussu, Berg, Loddo, Caponi) con il quale pubblica nel 2009 l’album d’esordio “Golem”. Nel 2010 il folgorante incontro con John Zorn a New York e l’ingresso nella scuderia della “Tzadik” la prestigiosa etichetta indipendente di Zorn che produce l’album “Awakening” (2010) nella collana “Radical Jewish Culture”. Di Gabriele Coen e del suo progetto John Zorn ha scritto: “Gabriele Coen è compositore e interprete di uno dei più entusiasmanti esempi di Nuova Musica Ebraica, capace di combinare una profonda conoscenza e un sincero rispetto per la tradizione, con un eccezionale intuito comunicativo e sensibilità immaginifica. All’avanguardia, eppure fermamente radicato nella tradizione, il progetto “Jewish Experience” esprime passione, integrità e un’impeccabile arte interpretativa”.

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Antonio Solimene – direttore
Saint Louis College of music – big band

La Saint Louis Big Band diretta da Antonio Solimene è una formazione orchestrale che rispetta in pieno la struttura classica della big band ovvero: · 5 Sax · 5 trombe · 4 tromboni · Ritmica (pianoforte, chitarra, basso e batteria) · 2 voci

02Il repertorio dell’ensemble, di tipo jazzistico, sfiora gran parte delle espressioni e dei cambiamenti che hanno caratterizzato la musica afroamericana fin dall’inizio del secolo scorso, proponendo alcune tra le pagine più belle della letteratura jazzistica orchestrale (Benny Goodman, Duke Ellington, Dizzy Gillespie). Vengono privilegiate le elaborazioni di arrangiatori contemporanei dell’area americana (Sammy Nestico, Don Sebesky, Bob Mintzer).

La formazione, nata nel settembre del 2007, ha già al suo attivo la partecipazione a molti festival jazzistici di grande prestigio: Villa Celimontana Jazz (2008), Atina Jazz 2008 e 2009, Brindisi in Jazz (2008) dove si è esibita insieme a Daniele Scannapieco, 4 notti e più… di luna piena (2008) di Benevento, Jammin’ (2009) all’interno dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con special guest Rosario Giuliani, Jazz’s Cool (2009) all’interno della Casa del Jazz di Roma con special guest Susanna Stivali e Marcello Rosa.

Nel 2010 la Saint Louis Big Band è stata scelta dal giornalista Adriano Mazzoletti per esibirsi nel concerto di presentazione “Il Jazz in Italia – dallo Swing agli anni sessanta”, tenutosi all’Auditorium Parco della Musica di Roma. La formazione ha già un cd al suo attivo, “Live in Studio”, edito dall’etichetta indipendente Jazz Collection. Al momento la Saint Louis Big Band sta lavorando al progetto “Argentina: Escenas en Big Band”, dall’album omonimo di Javier Girotto, che dopo averla ascoltata in un concerto live l’ha scelta per eseguire le sue Escenas, brani originali dello stesso Girotto arrangiati per Big Band grazie alla collaborazione di Gabriel Perez e Luigi Giannatempo.

Curriculum breve di Antonio Solimene

Antonio-SolimeneAntonio Solimene, pianista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra, è docente di pianoforte, armonia, ear training e laboratorio di musica d’insieme presso il Saint Louis College of Music di Roma. Unitamente all’attività didattica, svolge quella di direttore d’orchestra. Con alcune di esse si è esibito in numerosi concerti sia in Italia (Perugia, “Umbria Jazz “dal 2003 al 2007) che all’estero (Parigi, “Le Petit Journal”; New York, “Teatro dell’ ONU”; Sofia, “Orchestra Sinfonica Bulgara”). Ha realizzato un disco (“Eneiro”) in qualità di compositore e pianista e due cd (“Napoli Standard” “Note autorizzate”) in qualità di direttore e arrangiatore. Dal 2007 dirige la big band del SLMC.

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Enrico Pieranunzi – pianoforte
Enzo Pietropaoli – contrabbasso

Chiusura in grande stile domenica 14 luglio con il duo formato da Enrico Pieranunzi al pianoforte e da Enzo Pietropaoli al contrabbasso. Una miscela di suoni e atmosfere rarefatte, un dialogo fra musicisti di grande personalità e tecnica espressiva che daranno vita ad un concerto pensato esclusivamente per l’Ortaccio Jazz.

Enrico-PieranunziEnrico Pieranunzi è da molto tempo una delle più apprezzate personalità della scena jazz europea. Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di 70 Cd a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio d’incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron. Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989, 2003, 2008) e come miglior musicista europeo (Django d’Or, 1997) Pieranunzi ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino e Madrid a Tokyo, da Rio de Janeiro a Pechino. E’ l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato (luglio 2009) nello storico “Village Vanguard” di New York. La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo cd “Live in Paris”, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge),  tra i migliori cd del decennio  2000/2010.

pietropaoli-contraEnzo Pietropaoli (nato a Genova nel 1955 ma a tutti gli effetti musicista della scuola romana, essendosi trasferito nella capitale sin da bambino) è stato la colonna portante di alcune delle più celebri formazioni del jazz italiano: Space Jazz Trio di Enrico Pieranunzi, Lingomania di Maurizio Giammarco, Doctor 3 (di cui è stato co-leader con Rea e Sferra), varie band di Enrico Rava. Ma ha accompagnato nomi celeberrimi anche sul fronte internazionale: Chet Baker, Lester Bowie, Art Farmer, Bob Berg, Michael Brecker, Archie Shepp, Phil Woods, Toots Thielemans, Richard Galliano, Pat Metheny, Joe Pass, John Scofield.

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