Enrico Pieranunzi – Pianoforte
Gabriele Mirabassi – Clarinetto
Luca Bulgarelli – Contrabbasso

 

Grande concerto d’apertura con Enrico Pieranunzi al pianoforte, Gabriele Mirabassi al clarinetto e Luca Bulgarelli al contrabbasso. Il trio, abbastanza eterogeneo per sensibilità, esperienza e cultura musicale si riunisce per festeggiare la casa discografica Egea, che all’inizio dello scorso decennio pubblicò l’album Racconti mediterranei un viaggio musicale dalle sonorità molto raffinate ed evocative. Diversi brani del cd colpirono l’attenzione del pubblico e tra questi Les Amants, composto da Enrico Pieranunzi, che diventò a suo modo una hit. Pieranunzi, Mirabassi e Bulgarelli si riuniranno per dar vita in concerto a Nuovi Racconti Mediterranei rinnovando così la magia di una musica dalla particolare intensità narrativa, in equilibrio tra mèlos mediterraneo e delicate improvvisazioni. In occasione del ventennale dell’Egea, Nuovi Racconti Mediterranei è diventato un cd che sarà presentato nel corso dell’edizione 2014 di Ortaccio Jazz festival.

“THREEFORGETZ”

Paolo Recchia – Sax alto
Enrico Bracco – Chitarra
Nicola Borrelli – Contrabbasso

 

Il festival prosegue con un omaggio a Stan Getz che il giovane sassofonista Paolo Recchia ha voluto tributare ad un gigante della musica jazz. Three For Getz è il titolo del progetto in trio con Enrico Bracco alla chitarra e Nicola Borrelli al contrabbasso. I brani tratti dal vastissimo repertorio di Stan Getz vengono reinterpretati con originalità e carattere dai musicisti che brillano per l’affiatamento e la spiccata sensibilità musicale. Un progetto che potrebbe risultare presuntuoso ma che invece è frutto della curiosità, del desiderio di conoscere e di entrare in sintonia e in simbiosi con un artista che portò per primo in America la musica brasiliana, che fu fervido sostenitore della “Bossa Nova” e il precursore delle contaminazioni tra i generi.

ORCHESTRA OPERAIA

 

Come nella migliore tradizione del festival sabato a tutta orchestra! Quest’anno ad esibirsi sarà l’ensemble Orchestra Operaia del maestro Massimo Nunzi, un compositore affermato che dona la possibilità ai giovani talenti di scrivere e dirigere la sua orchestra. Il progetto nato più di un anno fa è coraggioso e al tempo stesso figlio dei tempi che vivivamo. Un laboratorio sperimentale che propone al pubblico musica libera da logiche commerciali e al di fuori dei circuiti tradizionali e istituzionali. “La nostra filosofia– dice Nunzi – sta nella condivisione di tutto: dai progetti ai compensi,. Siamo uniti soprattutto dall’amore per l’arte… I musicisti, qui, sono come operai superspecializzati. Si lavora a rotazione, come se fosse un’officina dove si forgiano le idee. Si torna insomma a quel rapporto con l’arte che è un ritorno all’essenza, fare l’artista per il piacere di farlo”.

Insomma se c’è chi vorrebbe trasformare il piombo in oro ma non ci riesce, l’Orchestra Operaia invece trasforma il pop o il jazz in altro e ci riesce benissimo. Ascoltare per credere!

 

Martux_m Crew – Elettronica 
Fabrizio Bosso – Tromba
Francesco Bearzatti – Sax
Paul Brousseau – Piano Rhodes

 

Chiusura del festival di notevole livello. Sul palco dell’OJ uno dei gruppi che più caratterizza la New Jazz Generation italiana . Insieme a Martux_m (nome d’arte del compositore, produttore, percussionista, sperimentatore dell’elettronica e sound designer Maurizio Martusciello) accompagnato dalla sua Crew, gruppo di lavoro stabile nato nel 2010 e costituito insieme a Zeno (aka Enzo Varriale) e Kocleo (aka Gianpasquale Rina), “un collettivo” che ha al suo attivo collaborazioni di grande prestigio, come quelle con Danilo Rea, Arto Lindsay e Markus Stockhausen, ci saranno il trombettista Fabrizio Bosso, musicista tra i più noti del panorama jazz internazionale, il sassofonista Francesco Bearzatti, nominato dall’Académie du Jazz Français come miglior musicista europeo 2011, e il pianista Paul Brosseau, grande protagonista della scena nu-jazz francese.

“Imagine” è un progetto che nasce da alcune riflessioni sull’attuale condizione umana, riflessioni amare in quanto disegnate guardando il mondo attraverso le lenti di un testo portatore di speranza che risale a ben 42 anni fa, “Imagine” di John Lennon.

Un concerto che mescola, è proprio il caso di dirlo, affascinanti sperimentazioni elettroniche e suggestive sonorità jazz, in cui i dialoghi tra il sax di Bearzatti, la tromba di Bosso e il piano Rhodes di Paul Brousseau saranno vestiti dalle sfumature acide di Martux_m per dare vita ad atmosfere dense e travolgenti.