venerdì 15 luglio 2016

 

 

Giovanni Guidi – piano
Dan Kinzelman – sax tenore, clarinetto
Joe Rehmer – contrabbasso
Fabrizio Sferra – batteria

Nasce a Foligno nel 1985. Frequentando i seminari estivi di Siena, viene notato da Enrico Rava, che lo inserisce nel gruppo Rava Under 21 , trasformatosi in seguito in Rava New Generation. Con quest’ultimo gruppo ha inciso nel 2006 e nel 2010 due Cd per l’Editoriale l’Espresso.
Attualmente , oltre alla collaborazione con i gruppi di Rava (PM Jazz Lab e Tribe) , all’acclamatissimo  duo “Soupstar “con Gianluca Petrella, il trio ” Thanks For The Fire” con il trombettista Luca Aquino e il percussionista Michele  Rabbia, il duo  ” Netsuke”  con Daniele Di Bonaventura al bandoneon è leader di propri gruppi  come il nuovo quartetto con il sassofonista Dan Kinzelman  , il contrabbassista Joe Rehmer e Fabrizio Sferra alla batteria ed il trio in cui si esibisce al fender rhodes , con Joe Rehmer  e Federico Scettri alla batteria e all’elettronica . Si è esibito in vari importanti festival: Umbria Jazz, Vicenza New Conversation,  Zurich Nu Jazz, Umbria Jazz Balcanic Windows, Stavanger Mai Jazz, Jazzaldia, North Sea Jazz Festival, Molde Jazz,Berlino Jazz Festival, Barcelona Jazz, Varsavia Jazz Days,  Le Mans Festival, Portland Jazz Festival, San Francisco Jazz Festival ed anche in teatri e club a New York, San Paolo, Rio De Janeiro, Buenos Aires, Brasilia, Salvador de Bahia, Dublino,Parigi, Londra, Monaco , Berlino, Seoul, Hong Kong, Tokyo, Jakarta. Nell’autunno 2016 verrà pubblicato il suo terzo  album ECM inciso con Gianluca Petrella, Louis Sclavis e Gerald Cleaver. 
L’esperienza con Enrico Rava –  lo ha fatto conoscere come uno dei giovani jazzisti italiani più promettenti – ed  il pianista folignate  si è ritagliato ormai da anni una visibilità autonoma nel panorama jazzistico  cominciando a incidere con la prestigiosa ECM. Compositore intimista (a volte il suo pianismo ricorda l’eleganza e la limpidezza di Bill Evans), capace di creare atmosfere e di sintetizzare con voce personale la quintessenza della musica contemporanea, fatta di riletture, incroci, variazioni e contaminazioni, tra pop, jazz, tropical, blues e gli inni sacri evocati dal titolo, Guidi occupa oggi il posto giusto, lontano dal mainstream ma anche dal freddo sperimentalismo. Con questo nuovo progetto che  lo vede insieme  ai due “americani in Italia” Dan Kinzelman (sax tenore) e Joe Rehmer (contrabbasso) e al veterano Fabrizio Sferra all batteria, Guidi fornisce un’altra prova della sua poliedricità. Nel repertorio del gruppo  confluiscono brani originali e standards come “Can’t help falling in love” di Elvis Presley e “Quizas quizas quizas” del cubano Osvaldo Farrés. Ma anche sugli standard Guidi non si adagia su un’interpretazione di maniera, ne fa invece l’occasione per una rielaborazione radicale, per una riscrittura sua. Ed è probabilmente questa la cifra del pianismo di Guidi: catturare lo spettatore sia  con un lirismo intenso ed evocativo, sia con una selvaggia concitazione  che scaturisce in impetuose cavalcate sulla tastiera. Un jazz il suo che riesce ad essere nel contempo  comunicativo, riflessivo, concitato  e popolare.
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