La New Talents Jazz Orchestra è una formazione musicale nata a Roma, nel 2012, sotto la guida del trombonista e arrangiatore Mario Corvini, costituita da giovani promesse del Jazz, provenienti da varie regioni italiane. Caratteristica che la distingue – anche a livello di statuto – dalle altre realtà orchestrali è quella di avvalersi esclusivamente di musicisti under35. Questa condizione, non solo la rende “prima e unica” nel suo genere su territorio nazionale, ma implica un costante e continuativo ricambio dei suoi elementi, con ripercussioni imprevedibili e molto stimolanti sul carattere stilistico ed identitario dell’orchestra stessa. Obiettivo dell’orchestra è incentivare e favorire la formazione professionale di quella che sarà la “futura generazione di musicisti jazzisti”, che grazie ad una proficua attività laboratoriale e concertistica, ha l’opportunità di forgiare la propria personalità musicale. I conservatori e le scuole di musica rappresentano il bacino primario da cui attingere e selezionare le nuove leve tra i migliori neo-diplomati. Finalità del percorso formativo professionale che si prospetta ai giovani talenti prescelti è di approdare direttamente dalla formazione accademica all’esperienza sul “palco”: la N.T.J.O. diventa così punto di arrivo e allo stesso tempo punto di partenza per la propria esperienza artistico-professionale. La permanenza in orchestra ha una scadenza fisiologica, che coincide con i 35 anni di età, al raggiungimento dei quali i musicisti sono pronti a lanciarsi in nuovi percorsi. Alcuni di questi, grazie all’esperienza formativa in orchestra, hanno avviato una carriera di successo, che li ha portati ad unirsi a prestigiose realtà musicali, o a intraprendere attività solistiche. Altri, pur essendo parte attiva dell’organico attuale svolgono attività concertistiche parallele, come per esempio, Davide Sollazzi, oggi batterista del gruppo di Marco Mengoni, e Nicolò Pagani, attuale contrabbassista di Mannarino. La versatilità e la singolarità dell’organico orchestrale ha portato all’elaborazione di progetti multidisciplinari e polivalenti (nella forma e contenuti), spesso accompagnati da ospiti d’eccezione: Roberto Gatto, Walter Ricci, Greta Panettieri, Javier Girotto, Stefano di Battista, Enrico Pieranunzi, e molti altri… L’incontro tra i giovani talenti e le star del Jazz è alla base della formazione e crescita artistica dei giovani, in quanto genera un fertile terreno fatto di intesa creativa e scambio reciproco tra mondo affermato e futuro. Uno dei risultati di maggior successo di pubblico e di critica ottenuto dall’orchestra è la Guida all’Ascolto, un evento didattico-musicale che ha l’intento di far conoscere i “segreti” di un’orchestra jazz. Protagonista qui è il pubblico, che è invitato ad entrare “dentro” un vero e proprio organico orchestrale e, attraverso l’ascolto di ogni singolo brano, ad interagire con l’orchestra nell’analisi di numerosi aspetti: le sezioni fiati e le sezioni ritmiche, l’orchestrazione, gli arrangiamenti, la stesura, i singoli strumenti, l’analisi musicale. Un’esperienza didattica che mediante il coinvolgimento degli studenti della scuola primaria e secondaria, delle Università e dei conservatori ha come obiettivo quello di far comprendere ad un pubblico sempre più ampio la ricchezza della musica jazz, sensibilizzandolo ad un ascolto attento e consapevole. Un altro importante obiettivo dell’orchestra è incentivare e affinare l’attitudine alla composizione di brani originali: i musicisti sono stimolati ad un atto creativo, collettivo e sinergico, che permette di coniugare stili compositivi tra tradizione, innovazione e sperimentazione. Questa operazione porta ad una proposta di programmi, che tendono ad accostare brani originali agli standard e ai classici del Jazz. A fare da ponte in questo excursus storico-musicale sono le trascrizioni di brani di epoche passate, in chiave originale e innovativa.

Our Monk è dedicato interamente a Thelonious Monk, artista eclettico e originale, che ha rappresentato la sferabe bop a New York. Dagli anni ’40 ad oggi, le sue composizioni sono tra le più suonate nel repertorio jazz, ma gli arrangiamenti pensati e realizzati ad hoc dai giovani talenti della band, daranno una propria visione della sua musica fuori dagli schemi strutturali.Il materiale compositivo di Thelonious Monk è il punto di partenza delle composizioni originali realizzate dall’orchestra, che opera trasformando i pattern e i riff originari in opere nuove, così da mantenere una linea stilistica unica, rendendo l’opera fluida e innovativa.